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21/12/2009
Da non perdere: l'ultimo album di Jamie Cullum
"Nella vita siamo sempre alla ricerca di qualcosa. La vita è una lunga ricerca".
Ma è proprio grazie alla sua, personale, ricerca se Jamie Cullum, appena trentenne, è un'artista sempre capace di stupire. Sa rinnovarsi ed evolversi con l'abilità, meglio con il talento di chi si lascia tentare e contagiare dalle più diverse influenze musicali, ma è in grado di proporre qualcosa di assolutamente personale. Il suo ultimo album ne è un esempio eccellente. Il quinto di una serie tutta degna di attenzione, è il suo lavoro migliore, nel senso che più degli altri riesce a comunicare questo poliedrico personaggio.
Un ragazzino, e non solo per la sua giovane età, ma per il suo aspetto minuto e il suo viso quasi da folletto, ha in realtà una carica espressiva sorprendente, che ben si percepisce ascoltandolo, ma che è pienamente apprezzabile assistendo ad una delle sue performance.

Nell'occasione del Roma Jazz Festival, il 17 novembre scorso, all'Auditorium Parco della Musica, ha infiammato una affollatissima Sala Sinopoli. Era la sua unica esibizione italiana per presentare The Pursuit. Un successo annunciato, ma anche una sorpresa oltre ogni aspettativa per chi non l'aveva mai visto dal vivo. Sul palco, infatti (così come tra le poltrone della tribuna!), la personalità di Cullum letteralmente esplode. Poprio come succede al suo pianoforte nella copertina del disco e nel clip di Don't stop the Music. La sua splendida, originale voce può essere avvolgente e profonda, così come potente, graffiante. E che dire di come Cullum suona il pianoforte: un vero talento, anche per come sa entrare in simbiosi con i musicisti che lo accompagnano e, sempre di alto livello, ne esaltano le doti.
Nello showcase di Roma erano con lui Chris Hill al contrabbasso, Brad Webb alla batteria, Tom Richards tastiere e sassofoni, Rory Simmons chitarra, tromba. Tutti nomi dei quali prendere nota. Anche grazie a loro, infatti, il pubblico ha assistito ad uno spettacolo da ricordare, dove il jazz si è combinato alla perfezione con il rythm & blues, mentre il pop faceva l'occhiolino alla house music. Su tutto, la voce potente, il carisma, l'energia di Jamie Cullum, che sa essere talmente convincente da far accettare, e apprezzare, che nello stesso disco siano interpretati standard jazz come Just One of Those Things accanto a un tormentone disco come We don't stop the Music di Rihanna.

Il disco, etichetta Universal Music Group, è nato nei Terrified Studios di Londra, lo studio personale fondato dallo stesso Cullum, che si dice "terrificato" dalla tecnologia, ma è stato registrato a Los Angeles. Tranne per We Run Things, del quale è stata usata la registrazione fatta nella cucina di casa di Jamie, il suo luogo creativo per eccellenza.
Jamie Cullum ha finito di registrare The Pursuit nell'autunno del 2008 ma lo ha pubblicato solo ora, a novembre scorso, perché intento in un progetto che ha accresciuto la sua già notevole fama. Ha collaborato alla realizzazione della colonna sonora di Gran Torino, l'ultimo film di Clint Eastwood, scrivendo per l'occasione l'omonimo brano.

LA TRACKLIST
1. Just One Of Those Things (di Cole Porter)
2. I'm All Over It
3. Wheels
4. If I Ruled The World
5. You And Me Are Gone
6. Don't Stop The Music (di Rihanna)
7. Love Ain't Gonna Let You Down
8. Mixtape
9. I Think I Love
10. We Run Things (dei Da Bush Babees)
11. Not While I'm Around (dal musical Sweeney Todd)
12. Music Is Through

Jamie Cullum è nato il 20 agosto 1979 ad Essex, Inghilterra, da una famiglia multietnica: padre inglese, madre anglo-birmana, e la nonna paterna era una rifugiata ebraica di Prussia. Quest'ultima tra l'altro, che cantava nei locali notturni di Berlino, è stata il punto di riferimento del nipote. Jamie Cullum ha inciso il suo primo disco a vent'anni: Jamie Cullum Trio - Heard It All Before. Il suo genere musicale di elezione è sempre stato il jazz, e oggi può vantare di essere il cantante e pianista jazz inglese con il più alto numero di dischi venduti nella storia della musica. Ma, specie con il suo ultimo disco, sta dimostrando di essere un artista curioso e aperto anche a sperimentazioni coraggiose. Vive a Londra.


Sempre al culmine della felicità
o nelle acque profonde della disperazione,
amavano o odiavano,
vivevano in un mondo di superlativi.
Nancy Mitford (1904-1973) "The Pursuit Of Love"
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