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21/12/2009
Il figlio del vento del sud
LA PAROLA ALL'ESPERTO
dott. Giovanni Maria Raimondi
medico veterinario libero professionista
Viterbo - Acquapendente
gmraimondi@eurocontrollisrl.it


Le origini del "Bevitore del vento", così viene anche chiamato il purosangue arabo, sono antichissime, secondo gli storici risalenti addirittura al 3000 a.C. e piene di affascinanti richiami mitologici.
Secondo l'emiro Abd-El-Kader, Dio, quando decise di creare il cavallo, disse al Vento del Sud: «Voglio farti diventare una Creatura. Condensati!». E  il Vento si condensò. L'arcangelo Gabriele apparve immediatamente, prese una manciata di quella materia e la presentò a Dio, che fece un baio oscuro dicendo: «Ti chiamerò cavallo; ti farò arabo e ti darò il colore della formica; ho appeso la felicità sul ciuffo che ti ricade sugli occhi. Sarai il Signore degli animali, gli uomini ti seguiranno ovunque andrai; sarai abile nell' inseguimento e nella fuga; sulla tua schiena ci saranno ricchezze e per tua mediazione arriverà la fortuna». Poi Egli mise sul cavallo il segno della gloria e della felicità: un segno bianco in mezzo alla fronte.

Si ritiene che le conquiste musulmane, avvenute a partire dall'Alto Medioevo, abbiano favorito la conoscenza e lo sviluppo di questa prodigiosa razza anche in Europa, dove, dal 1700, cominciarono a fiorire i primi allevamenti.
Non vi è pony, cavallo da tiro, da salto, da corsa, che non abbia tra i suoi antenati almeno un esemplare di Purosangue Arabo. Questo meraviglioso cavallo, infatti, ha influenzato nel tempo, grazie alla sua bellezza, intelligenza e resistenza, tutte le razze oggi esistenti. E tra queste un posto di riguardo spetta senz'altro al famoso Purosangue Inglese, al cui sviluppo l'Arabo ha contributo in maniera determinante.

Si formarono inizialmente sette tipologie principali, che successivamente si ridussero alle tre che ancora oggi conosciamo:
l'arabo beduino (assil) rappresenta il tipo originario e si divide a sua volta in tre sottotipi: kuhailan, resistente e potente; siglavy, bello ed elegante; muniqi, leggero e velocissimo.
l'arabo di pura razza è il discendente dei tre tipi appena citati, ed è quello che noi conosciamo come arabo (diffuso in tutto il mondo).
la razza araba comprende cavalli di sangue orientale che, pur rispettando per morfologia e carattere il tipo arabo, hanno nel loro albero genealogico parentele con il berbero, con l'arabo persiano e con il siriano.

Elegantissimo, nobile d'aspetto e armonico nei movimenti, l'Arabo è l'unica razza, in verità, che si meriterebbe l'appellativo di purosangue, proprio perché pura, non incrociata con le altre.
Nell'Ottocento l'emiro Abd-El-Kader sosteneva che un Arabo dovrebbe possedere quattro cose larghe (arti, groppa, petto e fronte), quattro cose lunghe (incollatura, ventre, anche e gambe) e quattro cose corte (coda, orecchie, reni e pastorali).
L' aspetto dell'Arabo è unico fra le razze equine.
Il tratto più distintivo, a parte la sagoma, è la bella e piccola testa, "asciutta", con le venature ben visibili. Il profilo è notevolmente concavo (camuso); la fronte è convessa e forma uno scudo detto jibbah. Il muso è talmente piccolo da poter entrare in una mano piegata, mentre le narici sono amplissime e possono dilatarsi notevolmente. Gli occhi sono grandi, espressivi e luminosi; un noto esperto scrisse che nell'insieme il mantello deve essere molto scuro, la giumenta piena di sentimento e lo stallone agilissimo, con una grande dignità che trabocca sfida. Le orecchie sono corte e mobili, ricurve internamente. L' interno della bocca è decisamente arrotondato. Un altro tratto distintivo è il mitbah ovvero il punto in cui la testa si unisce al collo. Più quest'arco è arrotondato, più facilmente la testa si muove in tutte le direzioni.
Gli Arabi hanno 17 costole, 5 vertebre lombari e 16 caudali, mentre gli altri cavalli ne hanno rispettivamente 18,6,18.
A questa conformazione ossea si deve la forma tipica della schiena e dei quarti e il portamento alto, quasi verticale, della coda durante il galoppo. Gli Arabi hanno un movimento fluttuante, come se procedessero su molle invisibili.
Altezza al garrese: 145-160 cm. 150 cm. Nonostante l'altezza è considerato cavallo e non pony.
Mantelli: baio, grigio, sauro, morello e roano (il piu' raro). Peli corti, sottili, lucidi.

Attualmente il cavallo arabo è una razza che gode di grande popolarità per le sue doti di facile apprendimento, di serietà e di versatilità. Inoltre per la loro disponibilità e bontà di temperamento.
In particolare ricordiamo che i cavalli arabi vengono utilizzati spesso per Gare e Competizioni di Morfologia, negli spettacoli e nelle prove di endurance (dove sono pressoché imbattibili soprattutto per le loro caratteristiche metaboliche), ma anche nel trekking e nel tiro rapido.

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