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04/03/2010
I gatti dell'Ermitage
Sono almeno una settantina, pasciuti e sornioni, e si aggirano nei meandri del più famoso museo del mondo, l'Ermitage. Devono la loro condizione privilegiata al "gatto marzolino", che, proprio nel mese di marzo, fu portato dall'Olanda niente meno che da Pietro il Grande, il fondatore di San Pietroburgo. A quei tempi la grandiosa struttura che oggi ospita il museo era il Palazzo d'inverno della famiglia imperiale, la reggia. L'esempio di Pietro fu seguito dall'imperatrice Elisabetta che fece arrivare dal Tatarstan cinque gatti di una razza famosa per la sua abilità a cacciare topi. Ed era questa infatti la missione della prima colonia di gatti dell'attuale Ermitage. La servitù se ne occupava secondo il volere degli zar, e loro svolgevano egregiamente il loro lavoro. Ma fu Caterina la Grande, la promotrice del Museo, a dare un ruolo e un nome preciso alla sua squadra di gatti: "guardiani delle pinacoteche".
Con il cambiare della situazione politica ed economica della Russia, anche la vita dei gatti di questa colonia ne risentì. La Guerra mondiale, poi, fece il resto. Ma dal 1945 in poi, pian piano, nuovi, e numerosi, ospiti a quattro zampe sono tornati ad abitare tra quelle mura. In certi periodi si è dovuto fare i conti con il sovraffollamento, ma ci sono sempre stati volontari disposti ad occuparsi con amore di questi gatti e, quando necessario, a darli in adozione. A fondare ufficialmente il vero e proprio Rifugio dell'Ermitage nel 1965 fu Sorella Serafina, una suora ortodossa.
Oggi la storia continua, e ai gatti va bene. In cambio del loro lavoro nei sotterranei ricevono cibo, cure e assistenza. E vengono sterilizzati per contenerne il numero. Anche i dipendenti dell'Hermitage, che li considerano praticamente colleghi, li conoscono uno ad uno con i loro nomi: c'è Persik, c'è Van Dick. Si tramandano aneddoti simpatici e danno il proprio contributo, non solo in termini di affetto, ma con delle collette. E fanno di più: da qualche anno, insieme ai volontari, si sono organizzati nella Fondazione "Amici dei gatti dell'Ermitage", che tra le altre iniziative ha deciso di rendere omaggio a questi instancabili lavoratori anche con una festa in primavera intitolata al "Gatto marzolino salva-capolavori". Del resto, come diceva Leonardo da Vinci…
"anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro".
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