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Letture Curiosità dal mondo |
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| 08/03/2010 |
| Christianshavn, l’anima raffinata di copenhagen |
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Christianshavn è per certi aspetti un esempio molto rappresentativo di Copenhagen e della Danimarca tutta, una nazione dove, specialmente dal punto di vista architettonico e artistico, il passato è la base strutturale per il futuro. E il risultato è di un'armonia generale che rispecchia e influenza la vita quotidiana dei danesi, un popolo particolarmente tranquillo e gentile. Fondata nel 1619 da Cristiano IV, la piccola città fortezza e porto commerciale di Christianshavn divenne presto un satellite importante di Copenhagen ed oggi ne rappresenta uno dei quartieri più interessanti. Sviluppata su un piccolo arcipelago di isole, è collegata al resto della città dal Ponte Knippels, e da qualche tempo anche da una linea della metropolitana, ma mantiene la sua identità a cominciare dal sistema di fortificazioni, bastioni e fossati che ancora oggi la caratterizzano.
Pur essendo nata come zona commerciale e industriale, ricevette il fortunato imprinting del "re architetto". Cristiano IV volle degli architetti olandesi per progettare la nuova cittadella, e molti degli edifici nati come laboratori si affacciano sui moli per favorire il carico/scarico e spedizione delle merci. Proprio come avveniva nelle principali città commerciali olandesi come Rotterdam e Amsterdam. Oggi che tutti gli edifici sono stati oggetto di abili interventi di recupero, sulle facciate è ancora possibile vedere i resti di gru e dispositivi disollevamento che sono stati usati all'epoca. Non a caso dunque le vie più suggestive di Christianshavn sono quelle che corrono lungo i canali, arricchiti da un generoso verde pubblico. In questa cornice si è sviluppato un incantevole quartiere della capitale, dall'affascinante atmosfera bohémien-chic, dove vivono fianco a fianco imprenditori, artisti, yuppies e hippies, e tranquille famiglie.
Una presenza significativa è poi quella della comunità indipendente di Christiania, mito degli anni Settanta che resiste nel tempo. Era il 1971 quando un migliaio di hippies decisero di occupare la zona militare abbandonata per creare, proprio lì, un piccolo mondo di pace. Si organizzarono con un governo parzialmente autonomo e, malgrado i numerosi tentativi da parte dello Stato di togliere agli abitanti il diritto di usufrutto delle abitazioni (l'ultima sentenza è del maggio 2009), la più famosa comune hippy del mondo rimane salda nel suo obiettivo. Una presenza significativa è poi quella della comunità indipendente di Christiania, mito degli anni Settanta che resiste nel tempo. Era il 1971 quando un migliaio di hippies decisero di occupare la zona militare abbandonata per creare, proprio lì, un piccolo mondo di pace. Si organizzarono con un governo parzialmente autonomo e, malgrado i numerosi tentativi da parte dello Stato di togliere agli abitanti il diritto di usufrutto delle abitazioni (l'ultima sentenza è del maggio 2009), la più famosa comune hippy del mondo rimane salda nel suo obiettivo.
Ma Christianshavn è molto di più, è anche la porta di accesso ad esempio alla mirabile Opera House, progettata dal grande architetto danese Henning Larsen e inaugurata nel 2005; ad Holmen, un piccolo arcipelago ex (o quasi) base navale, oggi caratterizzato da una felice fusione di edifici residenziali, uffici e istituzioni educative e artistiche; all'istituto di arte moderna Overgaden; e, perché no, ai caffè più alla moda e ai ristoranti eleganti, come il famoso Noma, da poco eletto al terzo posto tra i cinquanta migliori del mondo. Ed è anche il luogo ideale, per chi ci vive e per chi ha la fortuna di visitare la splendida Copenhagen, per una piacevole passeggiata nella rarefatta atmosfera del Nord, a volte, non spesso, sotto un cielo di un celeste impossibile da vedere altrove.
L'Opera House E' difficile che l'opera simbolo di una città antica di centinaia di anni cambi nel giro di una decade, eppure a Copenaghen la notissima Sirenetta ha già da qualche anno perso lo scettro di attrattiva turistica più famosa. La celeberrima statuetta, collocata sulla sponda sinistra del canale principale che costeggia Christianshavn, ha visto, da spettatrice privilegiata, l'edificazione, quasi di fronte a lei ma sulla sponda opposta, di un edificio mirabile che ha stravolto completamente il profilo della città e che è così divenuto il simbolo riconoscibile della capitale danese. L'idea di creare un nuovo spazio per attività culturali nell'area che si estende a ridosso della baia risale al 2000. Obiettivo dell'iniziativa era elaborare un programma per lo sviluppo e la riqualificazione di questa zona, per la quale Henning Larsen propose la realizzazione di edifici per residenze, negozi e attività culturali. Un complesso a destinazione mista, quindi, in grado di attirare attività indotte e destinato ai cittadini come ai turisti. Il nuovo teatro dell'Opera, costituito da una superficie complessiva di 41.000 metri quadri, sorge su una specie di isola, delimitata lateralmente da due canali. L'edificio è articolato in due parti principali: l'auditorium e il backstage, uniti dalla grande copertura metallica. L'auditorium, sviluppato su 5 piani, è rivestito con pannelli di quercia e rifiniture d'oro che creano un effetto particolarmente caldo e conferiscono alla sala l'aspetto di una grande e preziosa conchiglia; la capienza è di circa 1700 persone. La struttura retrostante invece, più bassa dell'auditorium, ospita tutti gli ambienti destinati alle attività collaterali. Del complesso fa parte anche il Takkelloftet: uno spazio dalla struttura dinamica e flessibile utilizzato come teatro sperimentale. Esternamente, la facciata principale è completamente vetrata, e, di notte, quando si illumina, dà risalto agli elementi circostanti, soprattutto all'acqua dei canali. La grande copertura della nuova Opera House di Copenhagen sembra vibrare nell'aria, come se grazie ad essa tutta la struttura stesse per decollare.
Il Noma Per i critici gastronomici il Noma è il terzo miglior ristorante del mondo, con la sua équipe di chef emozionanti, guidati dal giovane ma già molto famoso René Redzepi. Il nome del ristorante è ben esplicativo della sua cucina: "no" come nordisk e "ma" come mad che in danese significa cibo. Il Noma è conosciuto per le sue creative reinterpretazioni della cucina nordica, seguendo metodi tipici danesi con approci innovativi. Il locale è molto elegante nella sua semplicità, situato in un antico magazzino un tempo sede di commerci di pesce, sapientemente restaurato in modo da ricreare un'atmosfera unica.
Calda atmosfera Il clima del Nord invita a rifugiarsi nei tanti accoglienti locali della città, e quelli di Christianshavn sono particolarmente suggestivi. è curioso che al calore umano e a quello degli alcolici si ritenga di aggiungere anche un optional: dei plaid, forniti dagli stessi locali, da tenere sulle gambe mentre ci si rilassa in compagnia. |
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